Magnete di sollevamento e ventose: qual è la differenza?

La prima differenza riguarda la tipologia di materiali che possono essere movimentati.

Mentre gli impianti di sollevamento a ventosa hanno la capacità di trasportare quasi qualsiasi tipologia di materiale, tra i quali i metalli, acciaio inox, il rame e gli altri elementi non ferrosi, i magneti di sollevamento, per la specificità propria del magnete, non possono sollevare inox, alluminio, rame e componenti non ferrosi.
Questo si traduce nella capacità da parte dei magneti di sollevare circa il 50% delle lamiere presenti oggi sul mercato, mentre i bilancini di sollevamento sono più versatili e utilizzabili in molti ambiti.

La seconda differenza riguarda la presa che si ha sui materiali.

L’impianto di sollevamento a ventosa per lamiere esegue un lavoro specifico nel movimentare i fogli di lamiera riuscendo a concentrarsi su una lastra alla volta. La ventosa aderisce perfettamente alla superficie e riesce a movimentarla, senza andare a lavorare su quanto si trova sotto, garantendo la sicurezza di presa. Il magnete di sollevamento, invece, agisce con il principio della calamita, andando a creare un campo magnetico che non necessariamente si ferma alla superficie che tocca ma a tutto ciò che lo circonda. Questo porta spesso a difficoltà nel sollevamento, in quanto potrebbe sollevare più fogli contemporaneamente, rendendo disagevole il tuo lavoro.

Veniamo poi al fattore sicurezza, uno dei punti cardine di quando si progetta un bilancino di sollevamento a ventosa.

Il magnete di sollevamento funziona con la corrente elettrica, quindi si basa sull’alimentazione costante. Questo può essere un grande limite in fatto di affidabilità: nel caso in cui la corrente venisse meno, il magnete perderebbe la sua forza e non riuscirebbe a tenere sollevata la lastra di lamiera, o materiale ferroso, diventando pericoloso sia per l’operatore sia per il materiale.
Gli impianti di sollevamento a ventosa sono dotati di una riserva del vuoto e di un doppio circuito che garantisce l’aspirazione con le ventose del materiale sollevato: in questo modo, nel caso di malfunzionamenti, o in caso di interruzione di alimentazione della ventosa, la lastra di lamiera rimane aspirata e in sicurezza. Questa riserva del vuoto, tipica dei sollevatori a ventosa, non è presente nei magneti di sollevamento.
Inoltre, i sollevatori a ventosa offrono una gamma di soluzioni di alimentazione più ampia: possono essere alimentati con sistemi differenti da corrente elettrica, come l’aria compressa o da batterie ricaricabili, aumentando le possibilità di utilizzo e facilitando il collegamento della ventosa.

Ultimo, ma non meno importante aspetto, riguarda la stabilità dei materiali:

le strutture di sollevamento a magnete hanno solitamente un unico punto di ancoraggio, che rende poco gestibili i materiali particolarmente lunghi o di forme fuori dagli standard. Le ventose per sollevamento, invece, montano telai e strutture che permettono la compresenza di piastre aspiranti che variano in base al peso e dimensioni dei fogli di lamiera da sollevare. Solidità e affidabilità assicurate.
Riepiloghiamo quindi brevemente le differenze trai il magnete di sollevamento e i bilancini di sollevamento a ventosa per lamiere:
Materiali movimentabili: acciaio inox, rame, elementi non ferrosi sono sollevabili dalle ventose e non dai magneti;
Tipologia di presa: i sollevatori a ventosa spostano un foglio o lastra alla volta, i magneti rischiano di calamitarne più di uno contemporaneamente, creando disagi operativi;
Sicurezza: i bilancini a ventosa per lamiera offrono soluzioni di alimentazione alternative a quella elettrica (kit batterie o aria compressa) garantendo una sicurezza maggiore in fatto di tenuta di carico, poiché con il magnete si è sottoposto a grandi rischi nel caso di mancato funzionamento dell’energia elettrica. Il plus, in fattore sicurezza, è proprio la riserva del vuoto che garantisce la tenuta di carico anche senza alimentazione;
Telai: le ventose montano strutture che permettono la presenza di più ventose contemporaneamente, garantendo maggiore stabilità del carico e agevolando il lavoro, mentre il magnete ha un’unica testa, rendendo più complicata la movimentazione
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